19/02/2018

IL DIRITTO SINDACALE IN ITALIA NON ESISTE

IL DIRITTO SINDACALE IN ITALIA NON ESISTE

L’evoluzione del mercato del lavoro viene affrontata dal legislatore con riforme non sistematiche ma solo di confine, atte a modificare tipologie di rapporto e aspetti di gestione del lavoro. Riforme lontane dalla progettualità lungimirante del codice del lavoro. Forse la problematica più complessa che si sta affrontando nel mercato del lavoro italiano non afferisce la tipologia di contratto da applicare ad un rapporto, ma la gestione del medesimo rapporto di lavoro una volta instaurato. Tra le complicazioni e le “nebbie” applicative troviamo certamente le “ombre” delle relazioni sindacali, o meglio delle relazioni industriali. Reputo personalmente che le difficoltà di questo fronte del lavoro siano riconducibili alla completa assenza di un diritto sindacale scritto e non costruito su “mattoni” dalla consistenza giurisprudenziale. Oggi possiamo parlare dei diritti sindacali, più che di un diritto sindacale e il motivo è quello noto, cioè la mancata volontà di dare un seguito applicativo all’art. 39 della nostra carta costituzionale, che da tempo resta orfano di ogni buona intenzione. In questa arena di relazioni industriali ci troviamo ad affrontare confronti senza regole di ingaggio e senza presupposti di rappresentanza. L’anacronismo normativo crea poi un paradosso, direi voluto, considerando il continuo humus legislativo, che con una chiara forma di promozionalità verso le solite comparative rappresentanze sindacali, “ingolosisce” le aziende con deroghe applicative dei limiti legali, come nel caso dell’utilizzo di un ammortizzatore sociale o piuttosto del limite dell’apposizione del termine nei contratti, ecc. Questo quadro normativo segna un ritorno ai tempi dei Romani, laddove il gladiatore, se voleva la sua libertà, doveva lottare contro gli avversari e le bestie feroci in un’arena, senza regole e senza certezza. Reputo oltretutto che questo sistema di diritti sindacali abbia ceduto ad una deriva che ha depauperato gli operatori del settore delle proprie competenze. Non a caso, frequentemente, aspetti virtuosi di gestione tecnica o di vera opportunità di lavoro nelle relazioni sindacali, vengono sopraffatti da interessi di parte, presunzioni e riserve ideologiche, tutte questioni senza fondamenti normativi o di utilità per il lavoro. Questa “arena” è l’ostacolo più grande per la costruzione di sane relazioni sindacali aziendali, anche quando il legislatore offre strumenti con contenuti virtuosi e di grande opportunità, come nel caso del nuovo sistema premiante e di welfare aziendale. PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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